
Oggi ho avuto una grande crisi esistenziale in campo lavorativo…
Non è stato credetemi, il fatto di aver completato oggi il mio impianto di scarico nel bagno…
Non era tanto che non provavo l'impegno di “creare” un impianto
e di godere di quella soddisfazione che mi è sempre arrivata da ogni impianto di mia creazione.
Ultimamente ho avuto l’impegno e il piacere di fare due impianti completi in due appartamenti…
E nel mio solito essere, sono stati due favori… il primo a mia madre, quasi dovuto dai…
L’altro ad un amico collega, al quale (e questo fa capire bene la mia insolita natura) non ho chiesto un euro!! Gli ho detto: vengo per una sola giornata però.. ti faccio l’impianto ma poi ci devi pensare tu a chiudere e a montare i sanitari…
io non ti chiedo nulla… ma voglio togliermi il pensiero in un solo giorno”
Chi mi conosce meglio in questo blog, mi ha detto ultimamente che si avverte la mia passione per il mio mestiere che va al di là dei possibili guadagni, (che troppo spesso è una nota altrui che a me non interessa molto), questo mi ha fatto piacere…
Il collega in questione..credevo fosse più amico… e come al solito in seguito mi sono sentito un po’ usato e un po’ sfruttato…. Ma ancora a 37 anni devo imparare che nella vita c’è chi sa sfruttare le situazioni….
A mia difesa posso dire che in dieci anni, non ero mai caduto in simili tranelli con i colleghi… quindi è stato cmq bravo.
In quella sola giornata ho completato sia l’impianto di carico calda/fredda che quello di scarico!
Quindi gli è convenuto molto… montare poi i sanitari non dev’essere stato poi un dramma per lui.
Questa piccola parentesi per descrivere un po’ come sono fatto…
che da sempre mi distingue da tutti gli amici che facevano e fanno il mio mestiere.
Potrei riassumermi così: “non c’è denaro che può eguagliare la soddisfazione di creare un impianto per me”
Non a caso… le mie difficoltà in questo campo, sono sempre state per motivazioni non tecniche o lavorative..
ma in quello che ruota intorno. (clienti, trattative,furbizie,finzioni)
Tornando al punto…
Dopo tanti anni in cui la mia realtà lavorativa era in questo mestiere…
Trovai più sicuro tuffarmi in delle aziende che mi garantivano uno stipendio mensile e mi allontanavano
dagli alti e bassi che caratterizzavano un artigiano.
Su questo di certo ha influito mia madre e la sua visione del posto fisso che è uguale a più certezza.
Ma perché io fin da piccolo avevo scelto questo mestiere???
Cosa mi aveva spinto ad imparare questo lavoro??
Quali erano le valutazioni che avevo in questa scelta??
È importante per me esporle…, soprattutto oggi..
A parte la consapevolezza che non avevo nessuna conoscenza a potermi aiutare in futuro e neanche
Un padre che potesse aiutarmi o guidarmi.. e in parte ero cosciente della mia buona manualità, riconosciuta eccellente dai mastri che aiutavo senza chiedere un soldo e solo per rubare con gli occhi il mestiere (cosa che non facevano in molti).
Odiavo e non poco… il giudizio sulla presentabilità di tutti quelli che offrivano un posto di lavoro..!
Odiavo e non poco essere presentabile ed indossare un abito per fare il monaco...!
Odiavo chi dava importanza alle apparenze non curante della sostanza..!
Spinto da casa in quegli anni, feci tanti concorsi.. e vestirmi bene.. o chiedere aiuto a qualcuno e quindi
presentarmi al meglio al suo giudizio.. era una scocciatura che non sopportavo..
Vedevo con i miei occhi una società in cui apparire o conoscere, aveva più importanza dell’essere……
Così ricordo quando dissi in casa: “voglio imparare un mestiere”!!!
Voglio farlo perché chi avrà bisogno di me…
deve valorizzare quello che faccio e nient’altro!
In quei giorni avevo un look che si notava un po’, e più era così e più mi piacevo.. mi sentivo libero di essere quello che volevo essere… e quindi nella scelta di un mestiere in cui impegnarmi.. ci trovavo tanta libertà!
Non sapevo ancora quale mestiere avrei scelto.. e di certo non badavo affatto ai guadagni o a cose simili..
volevo trovare un qualcosa che mi appassionava..
In casa mamy mi ricordava che mio padre era un elettricista… ma a me non affascinava…
Un bel giorno quando ero ancora adolescente, arrivò un idraulico in casa…
Lo ricordo ancora mentre con il cannello passava la sua fiamma intento in una saldatura a stagno..
Silenzioso rimasi dietro di lui ad osservarlo tutto il tempo…
Quando poi andò via finito il suo lavoro.. dissi a mia madre: “ho deciso, voglio fare l’idraulico”!!
Così mi segnai ad una scuola di termica idraulica in cui mi qualificai ed iniziai la mia vita in tuta blu!!
Avevo molta stima del mio mestiere e non mi sentivo meno importante di un dottore…
In fondo un termicoidraulico è un mestiere un tantino più tecnico rispetto a tanti altri mestieri edili,
se pur degni del mio massimo rispetto. Anche in quegli ambienti inoltre… sentivo il rispetto degli altri operai.
Un lavoro duro cmq.. soprattutto ieri, quando i materiali e le lavorazioni degli stessi… erano molto pesanti.
Non esisteva la plastica!! Si lavorarva su tubi di ferro, di ghisa e di piombo (lo adoravo)!!
Anche gli ambienti erano duri e freddi come il gelo che si sentiva in invero…
Eppure io mi sentivo un professionista e mi piaceva dare sfogo alla mia “creatività”!
In quei giorni non avrei cambiato il mio mestiere con nessun lavoro impiegatizio o di fabbrica..
anche se ben retribuito o in altri casi, ambito!!
In ogni impianto trovavo nuove sfide da superare, nuovi problemi e soluzioni che davano sfogo alla mia creatività…
e realizzarli era per me una grande soddisfazione!!
Ancora oggi.. quando passo davanti ai tanti palazzoni in cui da solo ho creato i miei impianti…
Sorrido soddisfatto quando vedo affacciarsi delle persone pensando che grazie a me.. hanno la loro casa funzionale!
Ricordo le frasi dei miei amici idraulici con cui da anni lavoravo uniti dalle difficoltà di un mestiere sempre vario,
alti e bassi, clienti buoni e clienti da dimenticare:
“flangy.. ma davvero vuoi entrare in una azienda?? Ma sei sicuro??
Guarda che li ti daranno tutti i mesi lo stesso stipendio eh!! Io non lo farei.. sei sicuro”?
un po’ il fascino di una bella divisa di lavoro.., un po’ l’incoraggiamento di mia madre..,
un po’ gli sforzi e le ferite immancabili di un mestiere di ristrutturazione, l
a stanchezza e l’essere impegnato dalla mattina alla sera…,
nonché avere sempre pensieri presenti anche nei giorni che non lavoravo riguardo agli impianti..
dati da una grande responsabilità con la quale mi sono sempre dedicato…
beh… tutti questi fattori mi fecero decidere di tentare un lavoro salariato!
Devo ammettere che inizialmente ne ero coinvolto…
e spesso mi sentivo fortunato rispetto ai mondi di fatica che avevo lasciato!!
Anzi.. questa sensazione mi è rimasta ancora oggi.. quando all’alba vedo chi va verso i cantieri edili..
ma è anche vero che io li avevo ormai lasciati dopo aver fatto la scuola della pratica
e mi ero messo per conto mio. Cmq li ho vissuti intensamente!
Finalmente mi trovavo in una vita che non mi portava pensieri…
Dopo il timbro di uscita… non avevo pensieri alcuni…
anche se mi trovavo a dover rispettare degli orari strani… e a dover sacrificare tutte le festività sul lavoro.
I primi dubbi sulla mia scelta… arrivarono con forza.. quando arrivò l’Euro!!!!!!
Cioè… io già ci avevo rimesso economicamente a lasciare il mio mestiere con le lire.. e non poco..
Con la nuova moneta ero incredulo a capire quanto gli artigiani potevano adeguarsi alle lire…
e come avrei potuto farlo anche io.., che invece mi ritrovavo a guadagnare la metà
con uno stipendio ormai dimezzato dall’euro!!
Se ieri i miei amici idraulici mi dicevano. “ma sei sicuro”? oggi mi avrebbero detto scemo!!
(N.B.-per chi mi consiglierebbe di fare cmq i miei lavoretti per arrotondare,
posso dire che per anni gli ho fatti.., ma che la mia crisi attuale, non è dovuta ai guadagni.. ma alla realizzazione)
ogni volta che ho detto che facevo il mestiere dell’idraulico a qualcuno… subito mi sono sentito ripetere la sua valutazione sui guadagni… e posso comprenderlo… in fondo tutti quelli con cui ho condiviso il mio mestiere hanno sempre avuto la stessa visione.. dalla quale mi sono sempre sentito distante.
ma come nel caso del mio collega… a me questa cosa non ha mai interessato molto o almeno…
di certo non fu questa la molla che mi spinse a scegliere questo mestiere..
come ho detto in questo post… quello che desideravo scegliendo un buon mestiere… è sempre stato..
Rimanere libero di essere…. E valutato per la mia creatività e capacità manuale!!
Ed avevo scelto la via più giusta su questi fattori per me così importanti…
Puoi essere chi vuoi… vestire come vuoi… portare i capelli come vuoi…
nulla interessa a chi necessita delle tue prestazioni lavorative… l’unica cosa importante è come sai usare le tue mani..
La tua potenziale creatività e serietà nelle tue creazioni… un artista ai miei occhi.
Ecco cosa mi manca in questi giorni…
Ecco cosa mi sta stressando nelle mie nuove vesti di questo lavoro che da anni mi ha allontanato dai miei impianti…
vesti che si limitano ad eseguire dei servizi dove la creatività non è richiesta…
Vesti dove chi ti gestisce nota eccome la forma.. dove tutti dovremmo essere simili…
Dove mi sento sotto controllo, dove da anni mi vedo giudicato per questioni che non riguardano il lavoro ma l’apparire… la mia lunga barba per anni è stata un problema ad esempio…
i miei capelli lunghi ancora oggi devo quasi nasconderli, legati arrotolati stretti negli elastici che li rovinano..
Tutto questo l’ho sopportato… ora il controllo, i giudizi iniziano a stressarmi ulteriormente…
Ed io ho una personalità che soffre… quando mi sento soffocare nella mia natura..,
quando mi sento giudicato al di là delle mansioni svolte…
soffro inoltre lo stress di colleghi che a differenza di quelli che ho lasciato..
fanno a gara per prevalere sugli altri..
E non è più una competizione positiva, come quella in cui la creatività e la bravura spingevano sempre a migliorarsi…
Oggi svolgiamo delle mansioni in cui l’unico modo di prevalere… è infangare un altro collega..
Ecco perché provo tanta stima per chi nel suo lavoro da sfogo alla sua creatività…
Ormai da anni vivo in ambienti di certo più comodi… ma dove sono a contatto con persone viscide
Dove le conoscenze, il clientelismo sindacale… valgono molto di più dell’essere di una persona!!
Mai come oggi… ho preso in considerazione di mollare tutto!
Mi manca la libertà di dare sfogo alla mia creatività lavorativa..
Mi manca il sentirmi valorizzato dalle mie potenzialità..
-Non ho moglie e non ho figli (...)
se prendessi una decisione estrema in fondo rischierei sulla mia pelle!!
Potrei pentirmi riguardo alle comodità che lascio… ma mi consolerei di una libertà ritrovata..
Come nel mio servizio di leva scappai da un controllo che mi portava tanto stress..
Incurante delle conseguenze di una riforma di neuro.. ero felice di sentirmi libero..
Oggi potrei scappare da questo mondo lavorativo che mi da tanta comodità…
in cambio della mia personalità.